Cos'ho vinto?

La Fràh è una che, fondamentalmente, ne sa a pacchi.
A confezioni da sei, proprio.
(All the stuff you can read/see here has been written/photographed by me, unless otherwise stated. T'è capì?)
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Nov 22
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Nascondere piccole insignificanti cose che mi riguardano alle persone che mi circondano, e che mi conoscono poco, sa essere una cosa molto divertente, e mi serve per creare ancora più complicità con me stessa, in un certo senso. È un po’ come quando esco di casa per comprare i biscotti con la maglia del pigiama sotto la felpa, e mi sento, oltre che meravigliosamente comoda, di star fottendo fortissimo ogni persona nel cui campo visivo mi trovi a rientrare, che non mi guarda nemmeno mentre attraverso la strada, mentre me la passeggio tra gli scaffali del supermercato, o mentre aspetto il mio turno per pagare alla cassa; non può immaginare la ben celata verità. A volte mi verrebbe voglia di togliermi la felpa per assistere alle varie reazioni, ma accantono sempre l’idea, perché chi me lo fa fare, no?, ed il pigiama è anche un po’ macchiato di caffè, magari. Meglio continuare a sogghignare tra me e me. Arsenio Lupin mi fa un baffo foltissimo.

Nov 17
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Partendo dal presupposto che da un grande cervello dovrebbero derivare grandi responsabilità, io, nonostante la fronte alta, credo di non avere un cervello particolarmente grande.
Ma non contano certo le dimensioni, si sa; sta tutto nel come lo si usa.

Nov 11
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Nov 08
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In queste belle domeniche di pioggia mi viene sempre da pensare a questioni sconvenienti per la mia fiducia nel genere umano. Nello specifico, sto pensando come i bisogni delle persone cambino di continuo, e come le persone invece non cambino affatto. Ed è questo che alla fine comporta il succedersi delle persone nelle nostre vite; in qualche caso i bisogni si ritrovano ad andare nella stessa direzione, mentre nella maggior parte dei casi prendono direzioni differenti, addirittura opposte. Ma il punto non è questo. Il punto è come, riguardo molti soggetti, il passare da un bisogno all’altro appaia ai miei occhi parecchio discutibile, e mi faccia inevitabilmente inarcare le sopracciglia.
Tutto questo inarcar di sopracciglia non giova affatto alla mia pelle liscia e delicata, che presto si ritroverà piena di simpatiche rughe d’espressione. Quindi, se credessi che potesse in qualche modo servire a qualcosa, chiederei a tutti questi molti di smetterla, di cercare di provare a capire quali siano i propri veri bisogni, ma l’esperienza m’insegna che le persone, per quanto dovrebbero, non cambiano mai, non c’è verso di farle cambiare; continueranno ad inseguire i loro bisogni sempre più ridicoli con una convinzione sempre più ridicola.
Per quanto mi riguarda, non sono io ad assoggettarmi ai miei bisogni, ma sono i miei bisogni ad assoggettarsi a me. Alcuni la chiamano cieca ostinazione, io la chiamo consapevolezza di sé. Chiamatemi pure testarda, quindi, io vi chiamo e continuerò a chiamarvi testedicazzo.

Nov 04
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Dato che mi sono lasciata da vedere l’ultima puntata uscita di Nip/Tuck, l’ultima puntata uscita di Californication, l’ultima puntata uscita di Dexter e l’ultima puntata uscita di Flashforward, credo di non avere il tempo materiale per vivere la mia vita, quest’oggi.

Oct 28
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Oct 27
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quartodisecolo:

haveyoueverseenthebrain:

Una delle cose belle dell’essere single è che quando ti chiedono sei seifidanzata o se celhaiilragazzo, puoi semplicemente rispondere NO.

Puoi semplicemente rispondere NO, vero.

Ma poi ti devi sorbire i “ma come?” e “ma dai?”.

Nel malaugurato caso puoi comunque tagliare corto con un “Eeeh..!” accompagnato da un mezzo sorriso rassegnato, e avendo di fronte un soggetto fidanzato devi giusto subire la solidale compassione che trabocca dai suoi occhi. Ma eviti una buona dose di domande a raffica, come daquantostateinsieme?, comesichiama?, quantianniha?, dovevisieteconosciuti?, ènatoprimaluovolagallinaosuotrisnonnomaterno?.

Oct 26
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Una delle cose belle dell’essere single è che quando ti chiedono se seifidanzata o se celhaiilragazzo, puoi semplicemente rispondere NO.

Oct 25
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Non so a voi, ma a me è stata appena donata un’ora di vita.
Mettendo in conto che ho la febbre, che non posso godere del tiramisù preparato da mia madre per via delle papille gustative corrotte dalla febbre, e che sto ascoltando i Motion City Soundtrack (che sono piuttosto imbarazzanti, garantisco, e ho intenzione di continuare ad ascoltarli per non so quale bizzarra ragione), forse non ci guadagno, però.

Oct 14
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Nella mia testa era tutto molto più spettacolare. È questo il vero problema, la mia immaginazione ha decisamente troppo talento.
— Una presa di coscienza come un’altra
Oct 08
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Mai dire mai è una frase stupida, l’hanno detta troppe volte. Prendi me ad esempio, che con questa storia del mai dire mai ho detto e fatto cose che mai e poi mai avrei voluto dire o fare mai.
— Mai dire mai - Il Teatro degli Orrori
Oct 06
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Sapete cosa odio delle mezze stagioni? Odio quando (e questo quando è inspiegabilmente molto frequente), in treno, mi trovo ad avere a che fare con quei panda con le caldane. Non so se avete presente: uomini corpulenti che, nonostante indossino la camicia a maniche corte più leggera che sia mai stata tessuta, riescono ad avere le ascelle pezzate di sudore dopo ventidue secondi che sono saliti a bordo.
Ormai ho imparato a riconoscerli ad una prima occhiata, li identifico subito, e quando siedono di fronte a me so perfettamente che, questione di attimi, faranno quello per cui sono stati programmati dal loro codice genetico: abbasseranno goffamente il finestrino, fingendo disinvoltura, pochi istanti dopo essersi accomodati.
Io dico: okay, non c’è ancora freddo nel vero senso del termine, lo ammetto, ma sono le sette di mattina del 6 di Ottobre, indosso una felpa e non potrei stare meglio, per quanto mi sia concesso trovandomi alle sette di mattina su un treno lurido anziché nel mio letto profumato di buono; all’improvviso arrivi tu, squallido trentacinquenne dai capelli rossi, che odori di quel dopobarba da trentacinquenni squallidi pur avendocela, la barba, e non solo mi sottrai prezioso spazio vitale con il tuo corpo informe costringendomi a mettere le gambe in posizioni improbabili, no. Non ti basta essere ingombrante, devi sembrare un povero stronzo prossimo all’andropausa.
In tali circostanze, il minimo che possa fare è rivolgere a questi spregevoli esseri sguardi di disgusto e disprezzo per sottolineare il mio fastidio, con il vento freddino provocato dal treno in movimento che mi sferza il viso segnato dalla stanchezza. Per poi vedere, come se non bastasse, i suddetti esseri continuare ad avere caldo e cercare di abbassare ulteriormente il vetro, non riuscendovi in quanto più basso di così non potrebbe esserlo.
Solo il mio stato semi-catatonico e la mia inclinazione al quieto vivere mi impediscono di uscirmene con quanto segue: «No, scusa, no. Capisco che debba essere dura, che si tratti di costituzione, di ossa grosse, di disfunzione tiroidea, di ritmi di vita che ti impongono di trangugiare due Crispy McBacon al giorno, di salcazzocosa. Ma su quel finestrino e giù quei cotechini che ti ritrovi al posto delle mani, Cicciodinonnapapera».

Oct 02
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  • Mr. O'Niell: Right here and now, let's pledge to make Daria's dream a reality.
  • Daria: You mean the one where people walking down the street burst into flames?